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Pompei Santuario Beata Vergine del Rosario

Il santuario della Beata Vergine del Rosario di Pompei
In Piazza Bartolo Longo a Pompei sorge il celebre Santuario della Beata Vergine del Rosario.
Bartolo Longo  a cui è dedicatala piazza era un avvocato della provincia di Brindisi, che giunse Pompei per amministrare le proprietà della Contessa De Fusco, che poi sposo.  Fu allora che i coniugi Longo decisero di impegnarsi nella divulgazione della fede. Istituirono nella chiesa del SS. Salvatore la Confraternita del Santo Rosario per la raccolta di fondi atti a costruire il Santuario dedicato alla vergine. Il 7 Maggio del 1891 il Santuario progettato dall’architetto Antonio Cua  fu consacrato. A lui subentrò nel 1901 Giovanni Rispoli che diresse i lavori della facciata monumentale culminante nella statua della Vergine del Rosario, opera di Gaetano Chiaromonte scolpita in un unico blocco di marmo di Carrara, Nel 1901 il Santuario è divenuto Basilica Pontificia grazie a papa Leone XIII. Il campanile di Pompei  a cinque piani e fu disegnato da Aristide e Pio Leonori. La Basilica è a croce latina con tre navate quella centrale culmina in una cupola di ben 57 m. d’altezza.
Il quadro della Vergine del Rosario con il Bambino e ai lati San Domenico e Santa Caterina da Siena è custodito sull’altare maggiore ed ha una cornice di bronzo dorato contornata dai quindici misteri del Rosario dipinti da Vincenzo Paliotti; questa tela è diventata oggetto di profonda venerazione in tutto il mondo. Il dipinto fu comprato da un rigattiere da Padre Alberto Maria Radente del Convento di S. Domenico Maggiore che lo donò a Bartolo Longo. Accadde poi che, una giovane si era recata al Santuario per chiedere alla Madonna di essere guarita dall’epilessia, da quel momento, la chiesa è divenuta un luogo di pellegrinaggio internazionale. I fedeli hanno arricchito il quadro con le loro offerte votive: oro, gioielli, pietre preziose, che oggi sono stati allontanati dalla tela per evitare dei danni alla stessa. Poco distante dal santuario c’è la casa di Bartolo Longo il cui piano superiore è stato adibito a museo ed ospita stampe che descrivono le eruzioni del Vesuvio dal 1621 al 1944, nonché frammenti di minerali e rocce vulcaniche e fotografie. Inoltre, è presente una biblioteca con 1300 volumi all’incirca e vari reperti provenienti da svariati siti archeologici vesuviani.